1000 modi per gestire un redirect

1000 modi di fare un redirect

Tra le operazioni che più frequentemente trasmettono ansia ad un consulente SEO c’è sicuramente la procedura di redirect. E’ sempre qualcosa di delicato perché le regole possono variare a seconda della tecnologia usata per scrivere le direttive oppure non risulta sempre chiaro come sia meglio procedere.

 

Cos’è un redirect

Un redirect è un’operazione che utilizza uno tra i molti metodi disponibili per inoltrare traffico da un url verso un altro e supporta il trasferimento di page rank (attraverso i backlinks) verso la nuova pagina.

Proprio il trasferimento dei segnali di posizionamento è una delle principali ragioni che rendono necessaria la procedura di reindirizzamento. Esistono diverse persone che pensano che un redirect dovrebbe essere in funzione solo finché il vecchio url è in grado di produrre traffico verso la nuova pagina. Quando questo traffico viene meno, allora il redirect non serve più. Questa è idea non è propriamente condivisibile perché risulterebbe solo come un spreco di quei segnali che Google utilizza per posizionare un sito web.

A questo proposito, Google ci raccomanda:

Mantieni i redirects il più a lungo possibile, e considera di mantenerli per un tempo indefinito

 

Come faccio i redirect?

Non è una domanda semplice. Il metodo di reindirizzamento dipenderà dalla tecnologia in uso e dal tuo intento. Stai facendo il redirect di una pagina verso un’altra? di un dominio verso un altro? Stai mantenendo invariata la struttura dei files? Reindirizzi da molte pagine verso una sola? Ci sono un sacco di fattori da considerare prima di procedere al redirect e ci sono differenti situazioni che supportano un percorso o un altro.

Talvolta accade che chi si avvicina a questa operazione abbia un visione limitata di cosa è possibile fare: la gestione della procedura di posizionamento tramite un plugin ed un redirect 1:1. La realtà è certamente più complessa di così.

Supponiamo un semplice cambio di dominio. Da dove cominciare? Il tuo plugin te lo lascia gestire un redirect del genere? Se invece si usa il file .htaccess allora cosa bisogna fare? Lasci il vecchio server online e ti sposti sul nuovo dominio con il vecchio server attivo? L’ho visto fare molte volte ma la soluzione migliore è di gestire il reindirizzamento a livello di DNS.

Poi spuntano altri problemi. Hai reindirizzato anche tutti i vecchi sottodomini? Tutto verso un’unica pagina? O hai mantenuto la struttura delle cartelle? Ora, se hai cambiato la struttura delle cartelle o degli url verranno generati un sacco di errori 404 che dovranno essere prima indentificati e poi reindirizzati. Quindi la situazione si incasina velocemente.

Reindirizzare tutto verso un’unica pagina è abitualmente considerata una procedura errata, ma molte persone non si rendono conto che mantenere lo stesso dominio ma modificare la struttura delle cartelle (e degli url) richiedono un numero maggiore di reindirizzamenti, quantomeno per gestire le pagine più rilevanti del sito web. Una riflessione da mettere in conto PRIMA di iniziare la procedura di reindirizzamento.

 

Tipologie di redirect più frequenti

Livello DNS: verifica la possibilità di utilizzare i DNS contattando il tuo provider o chi gestisce il tuoi name servers. La procedura può variare leggermente ma di solito è ben documentata. I redirect a questo livello sono ottimi per i cambi di dominio.

Livello Server: Il metodo cambia leggermente a seconda che il server sia Apache, Nginx, oppure IIS. In ogni caso le procedure disponibili sono ben documentate. La maggior parte delle persone utilizza il file .htaccess su Apache ignorando che è disponibile anche un file di configurazione che offre diversi vantaggi, come il caching. Se stai utilizzando un plugin su Wordpress, potresti anche non sapere che il plugin interviene direttamente facendo modifiche sul file htaccess. Quindi stai solo utilizzando un’interfaccia ma poi il redirect viene gestito tramite il suddetto file.

Redirect basati sul linguaggio: E’ possibile implementare reindirizzamenti attraverso la maggior parte dei linguaggi di programmazione: PHP, JS, HTML (meta refresh), Ruby On Rails, .NET e così via.

 

Alcuni consigli per i tuoi redirect

  • Cerca di capire che tipo di redirect vuoi utilizzare. Questo implica l’uso di una o più delle tipologie di redirect sopra citate
  • Non taggare nulla con noindex. Alcune persone sono convinte di dover bloccar i vecchi indirizzi per poi poter rimuovere i redirect. Questa operazione causa l’impossibilità per i motori di ricerca di scansionare l’url e vedere il redirect, vanificando il passaggio di page rank.
  • Fai molta attenzione ai loop di reindirizzamento, che possono mandare in crash in tuo sito web. Questa estensione di Chrome può esserti molto utile (REDIRECT PATH)
  • Impara d usare le espressioni regolari. Cerca su Google una guida o un cheat sheet e trova un buon regex tester. Queste soluzioni ti faranno risparmiare moltissimo tempo in certe situazioni in cui esiste un “pattern” per il redirect
  • Usa gli status code corretti: 301, 302. Scopri la differenza tra gli status code e come usarli. Un redirect 302 è un reindirizzamento temporaneo. Va usato quando stai facendo delle modifiche al sito e vuoi inviare il visitatore verso un altri url finché le modifiche non sono ultimate. Dovrebbe essere usato più che altro per ragioni legate alla manutenzione di un sito web. Se invece il reindirizzamento è “permanente” è il caso di scegliere un redirect 301. Tramite questo status code indiche al motore di ricerca che la vecchia pagina non è più disponibile e deve riferirsi ad una nuova risorsa. Oppure può essere utilizzato per evitare confusione tra versioni diverse di un sito (come http://www.miosito.it e http://miosito.it ). In tal modo potrai definire una versione di default
  • Estrai l’elenco delle pagine coinvolte (utilizzando strumenti come Screaming Frog) e verifica i reindirizzamenti con gli strumenti mostrati in questo articolo di Aleyda Solis

Per iniziare ti suggerisco di sistemare i broken links presenti sul tuo sito ed imparare ad implementare alcune soluzioni per il reindirizzamento. Se fino ad ora conoscevi un unico metodo per gestire i redirect, ora avrai una comprensione più profonda del processo e sarà tutto più facile quando si tratterà di imparare

Questo articolo è una traduzione libera del post di Patrick Stox apparso su http://searchengineland.com

Giovanni Villani
Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre grande appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e tutte le sue opportunità.

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