Migliorare rendimento con Google Analytics

Come migliorare il rendimento del tuo sito web con Google Analytics

Google Analytics è uno davvero strumento potente… ma tu sai realmente usarlo? Se non sei abituato ad usarlo potrebbe apparire un po’ ostico all’inizio. Tanti dati, report e statistiche e poche spiegazioni. Da dove inizio? Quali sono le cose importanti e quali no?

Se vuoi affinare le tua competenze e trovare nuovi spunti per la tua strategia di web marketing è utile imparare ad usare i dati che GA ti mette a disposizione. Senza sapere dove mettere le mani potresti passare ore a girovagare sulla piattaforma senza realmente capire cosa puoi fartene di tutte queste informazioni.

D’altra parte senza analizzare il traffico web che arriva al tuo sito come puoi capire cosa funziona e cosa no? Puoi realmente capire se è il caso di cambiare strategia per la promozione del sito?

 

Una panoramica generale

Il cruscotto di Google Analytics, recentemente aggiornato, è suddiviso in 7 sezioni principali: personalizzazione, in tempo reale, pubblico, acquisizione, comportamento, conversioni, e la parte relativa all’amministrazione.

Principlai sezioni di Google Analytics

 

Prima di addentrarci nelle sezioni più rilevanti passiamo in rassegna alcuni termini basilari che appaiono in GA.

  • Utenti: sono le persone che hanno vistato almeno un volta il sito entro un dato range di date. Possono essere nuovi o di ritorno
  • Dimensioni: Rappresentano el caratteristiche descrittive di un oggetto. Ad esempio: browser, pagina di uscita, durata sessione ed altro.
  • Metriche: Sono statistiche specifiche di una dimensione, come la durata sessione media, o le visualizzazioni di pagina
  • Tasso di rimbalzo: è la percentuale delle viste ad una sola pagina. Rappresenta le persone che hanno lasciato il tuo sito dalla pagina in cui sono entrate, senza aver navigato in altre sezioni.
  • Sessioni: Una sessione rappresenta il periodo di tempo che ha impiegato l’utente nella navigazione del sito

 

Le sezioni più importanti

Dal mio personale punto di vista le sezioni più rilevanti sono tre: acquisizione, pubblico e comportamento.

 

ACQUISIZIONE

La sezione “Acquisizione” può darti un’idea di come il sito acquisisce visitatori e traffico. E’ la chiave per capire le aree di miglioramento di un sito e mettere in relazione delle specifiche azioni con dei risultati. Fondamentalmente ti offre una prospettiva sui vari canali che possono contribuire al traffico del sito (canali, social, AdWords).

Se, per esempio, la tua strategia ruota intorno al SEO dovrai sempre tenere d’occhio la componente della ricerca organica e monitorare come varia nel tempo (sia quantitativamente che qualitativamente). Se invece vuoi ottenere un traffico molto mirato (per qualità delle query o per area geografica) dovresti valutare delle campagne AdWords che possono integrare o sostituire il SEO, a seconda dei casi.

Se invece ritieni che i social possano essere una parte importante della strategia devi tenere d’occhio la omonima sezione perché ti può mostrare quali social tu portano più traffico nel tempo e ti fa capare se è il caso di investire in campagne di social media marketing per acquisire nuovo traffico.

 

PUBBLICO

La sezione “pubblico” è utile ma al tempo stesso pericolosa. Tutti i dati che appaiono in questa sezioni vanno sempre inseriti in un contesto più specifico. La parte relativa al pubblico è delegata a dare delle informazioni quantitative sul traffico web (ad esempio può aiutarti a rispondere a domande come queste: il traffico è cresciuto? Di quanto? Quanti visite ricevo da smartphones?).

E’ necessaria molta cautela prima di valutare positivamente o negativamente i dati rappresentati in questa sezione. Chiariamo meglio questo concetto.

Tempo fa mi è capitato di imbattermi in una frase ad effetto che mi ha fatto sorridere perché, sotto diversi aspetti, risulta corretta. La frase riportava: "HITS stands for How Idiots Track Success" ovvero “Il NUMERO DELLE VISITE è il modo in cui gli idioti misurano il successo di un sito”.

Aprire Google Analytics e vedere che il traffico è cresciuto rispetto al mese scorso non è un motivo sufficiente per dire che il sito web è in salute e che tutto va bene. E’ solo un confronto di due numeri. Non ci dice nulla sul perché il traffico è cresciuto o sul come il traffico e cresciuto.

Alcuni esempi per essere più chiari.

  • Supponiamo il traffico di un sito all’improvviso subisca un’impennata. Se non è dovuta ad una specifica campagna pay per click oppure ad un contenuto diventato virale sui social è necessario indagare e raccogliere altre informazioni. In un paio di casi mi è capitato di vedere un’impennata dovuta a spam referral (cattiva notizia, perché è traffico “finto”) oppure dovuta alla presenza di un malware (pessima notizia, perché ha generato una serie di pagine che nulla avevano a che fare con il tema del sito, portando quindi visite non pertinenti)
  • D’altra parte un calo del traffico può essere un dato positivo. Perché? Se il posizionamento sui motori di ricerca è legato a parole generiche ad alto traffico, ma con una tendenza molto bassa alla conversione. Il risultato è tanto traffico = poche richieste dal sito. Virando verso posizionamenti su query più specifiche (coda lunga) a volte può accadere che il traffico subisca un calo ma che aumentino sensibilmente le conversioni. Ovvero traffico minore ma più specifico = maggiori richieste dal sito. Indagare sul rapporto di correlazione tra il numero di visitatori ed il numero di richieste rappresenta un modo utile di comprendere se il sito web funziona come dovrebbe.

 

COMPORTAMENTO

Questa sezione ci offre alcuni spunti inerenti la qualità delle visite. In particolare è possibile mettere in relazione uno specifico contenuto (pagina/sezione del sito) con alcuni valori come il tempo medio sulla pagina, il tasso di rimbalzo e la percentuale di uscita.

Anche in questo caso bisogna andare a caccia dei problemi (perché gran parte dei visitatori naviga due pagine del sito e poi se ne va? Cosa posso fare per aumentare la permanenza sul sito? Perché il tasso di rimbalzo per una certa pagina è così alto?)

Personalmente, una delle viste che ritengo più utili, è il dettaglio contenuti (COMPORTAMENTO > CONTENUTI DEL SITO > DETTAGLIO CONTENUTI). Grazie a questa statistica vengono aggregate le pagine sulla base delle categorie mostrando quali tipologie di contenuti risultano più interessanti per gli utenti.

Facciamo un esempio applicato al blog che stai leggendo in questo momento. Esistono quattro categorie di contenuti: Web Marketing Per PMI, SEO, Local SEO, e Analytics. Quali categorie risultano più interessanti per i lettori? Mediamente un post sul SEO porta più traffico di un post su analytics?

Dopo un periodo di tempo ragionevole di osservazione potrei arrivare alla conclusione di abbandonare una determinata categoria e concentrarmi su un’altra oppure creare nuove categorie sulla base delle richieste degli utenti pervenute dal modulo contatti o dai commenti degli utenti.

Una scelta che sembrava eccellente all’inizio, alla prova dei fatti, potrebbe rivelarsi deludente o al contrario alcuni argomenti ritenuti marginali potrebbero diventare il motore del sito attraendo nuovi visitatori.

 

Conclusioni

E’ necessario monitorare con costanza un sito web per comprendere cosa succede davvero e perché. Quello che mi sento di consigliare a chi è alle prime armi con Google Analytics è di iniziare a testare degli interventi e metterli in relazione ai dati osservati. Se il tuo obiettivo, ad esempio, è quello di abbattere il tasso di rimbalzo pensa a delle specifiche azioni da adottare. Se dopo 3-4 mesi di monitoraggio la statistica migliora sei sulla strada giusta, altrimenti programma altre azioni correttive.

Se segui questa dinamica senz’altro conoscerai meglio il tuo pubblico e man mano che l’esperienza aumenterà avrai un numero maggiore di soluzioni da proporre ai tuoi clienti. Non è tempo sprecato, è un modo per investire sul proprio know-how e di crescere come professionista del web.

Giovanni Villani
Classe 1977, nato a Pavia, sono titolare dell'agenzia Semantik. Da sempre grande appassionato di nuove tecnologie, aiuto le piccole medie imprese a scoprire la comunicazione digitale e tutte le sue opportunità.

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